Ospiti francesi da Marmande
Prof: Ciao ragazze, ho avuto notizia che giovedì 7 di maggio sono arrivati al “Belli” un gruppetto di studenti francesi con i loro accompagnatori. Qualcuno mi vuol dire perché?
Xinyi: Gli studenti francesi sono venuti a seguito di un progetto di conversazione in lingua francese online dal titolo “Parlons ensemble” che la nostra scuola ha proposto per il secondo anno scolastico consecutivo. Al progetto hanno partecipato una quindicina di studenti italiani fra coloro che frequentano la classe terza, quarta e quinta del Liceo Linguistico della sezione A.
Yesenia: Non dimentichiamo, però che la cosa si è realizzata anche perché la città di Portogruaro è gemellata con Marmande, città di provenienza del gruppo francese. Anzi, per precisare, gli studenti e i loro accompagnatori, Isabelle Veronese e la prof.ssa Catherine Allouch, arrivavano dal Lycée Notre Dame de la Compassion.
Arianna: Io mi sono appuntata anche i nomi degli studenti francesi presenti. Eccoli: Louhann B., Elyna B., Yoan B., Cyprien G., Elina H., Lucas J., Lola L. M., Jonathan M., Emma P.
Prof: Raccontatemi un po’. Come si è svolta la mattinata?
Marisol: La mattinata penso sia andata molto bene. Gli ospiti sono arrivati in stazione dei treni di Portogruaro e sono stati accolti dalla prof.ssa Vanessa Zanin, la nostra insegnante di madrelingua francese insieme alle prof.sse Emanuela Ortis e Teresa Filippone, che a loro volta hanno insegnato anni fa al Liceo del Marco Belli. I francesi sono arrivati a scuola dove era in attesa del loro arrivo anche la nostra prof.ssa di francese Valentina De Nicolo. In biblioteca, dopo il nostro saluto, un primo scambio di benvenuto all’inizio un po’ timido e l’accoglienza del nostro Dirigente scolastico, prof. Cosimo Amato, abbiamo fatto una breve visita del centro della città.
Yesenia: Alcuni di noi, come guide, hanno illustrato molto brevemente alcuni aspetti specifici del centro di Portogruaro: Torre s. Gottardo, le finestre in stile gotico veneziano, il Palazzo municipale, il Pozzo delle gru, i Mulini ad acqua di sant’Andrea, la facciata affrescata di Casa Marzotto, il cortile del Collegio Marconi. Purtroppo, il tempo da dedicare era poco e abbiamo dovuto fare un po’ in fretta. I nostri ospiti ripartivano con il treno delle 13.25 per continuare il loro viaggio per Venezia. Inoltre, poiché era giovedì, giorno di mercato, da un lato abbiamo goduto dell’allegria che trasmette il via vai di persone che si recano alle bancarelle, ma dall’altro, alcuni aspetti architettonici del centro sono passati in secondo piano.
Xinyi: Verso le ore 11.00 siamo stati ricevuti in Municipio per un saluto dall’assessora ai Gemellaggi, Nella Lepore, dal Sindaco Luigi Toffolo, dal Presidente del Consiglio Comunale Pietro Rambuschi e dalla prof.ssa Emanuela Ortis che collabora da lungo tempo a favore del Gemellaggio di Portogruaro-Marmande. Insieme hanno ribadito l’impegno e la bellezza dello scambio che intercorre da anni.
Yesenia: Io voglio aggiungere e dire qualcosa a proposito del progetto “Parlons ensemble”. Nel dialogare online in francese ho scoperto cose simili, ma anche diverse fra italiani e francesi. Per esempio, il loro liceo generale non conta cinque anni di corso, ma tre e, perciò, cominciano a frequentare l’università prima di noi italiani. Sono stata felice di aver incontrato di persona, Elina.
Xinyi: Cinderella L.-D., la mia partner di conversazione, della mia stessa età, per esempio, stava preparando il suo esame di Baccalauréat, esame che spesso i francesi abbreviano in “Bac”. Mi dispiace di non averla potuta incontrare personalmente.
Marisol: Per quanto mi riguarda, lo scorso anno, anno in cui per la prima volta al “Belli” l’attività di conversazione in lingua francese veniva realizzata, l’abbinamento casuale con il partner francese che mi aveva interessato, non era andato per niente bene per difficoltà di collegamento e di altro genere. Ne ero uscita delusa. Quest’anno dopo un’esitazione iniziale ho aderito nuovamente e, sempre con abbinamento casuale, ho incontrato non solo chi mi ha aiutato a migliorare il mio francese, ma anche una vera amica. Ho ricevuto complimenti e comprensione, ci siamo scoperte due persone simili e aperte al dialogo. Ogni tanto poi, in chat, Lola L.- M., mi chiedeva qualche parola in lingua italiana, lingua che i francesi non studiano a scuola. Purtroppo, non ho potuto incontrarla di persona.
Arianna: Sì, perché è vero che noi giovani utilizziamo spesso i social e siamo un po’ incollati allo schermo del cellulare, ma la presenza fisica è altra cosa, ci sono aspetti della vita che non possono accadere in rete!
Prof: Grazie ragazze! Aggiungo che ho notato un certo entusiasmo e della soddisfazione nei vostri interventi, cosa che mi hanno fatto piacere.
Prof.ssa G. Bellomo
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