Critici cinematografici per un giorno

Un appaluso speciale a Veronica Triolo, Emma Zancan, Giovanni Lena e Giulio Pasian che mercoledì 1° aprile hanno presentato e commentato ai compagni di 5BL e 5CU la visione del film La zona d’interesse, scritto e diretto dal regista britannico Jonathan Glazer. 
Pellicola pluripremiata agli Oscar 2024, il film in questione, che mostra la Shoah da una prospettiva inedita, cioè dalla parte dei carnefici e non delle vittime, si distingue per la sua complessità, per la sua trama non narrativa, ma fortemente evocativa, e per l’inquietudine che trasmette senza soluzione di continuità.

Eppure, i nostri ragazzi sono riusciti a cogliere, con grande sensibilità e profondità, le molteplici sfumature e chiavi interpretative disseminate nelle varie sequenze. In particolare, il loro lavoro si è concentrato sui temi centrali dell’opera, come la “banalità del male”, la quotidianità accostata all’orrore e il distacco emotivo dei protagonisti, evidenziando come il film sviluppi questi aspetti attraverso una narrazione essenziale, ma ricca di simbolismi che sollecitano la vista, l’udito, l’olfatto fino a coinvolgere pienamente lo spettatore.

Hanno inoltre esaminato le scelte di regia, soffermandosi sull’uso delle inquadrature statiche, dei fuori campo e del suono, così come sull’utilizzo simbolico degli spazi e delle azioni quotidiane, orchestrati in modo singolare dal regista; tutti elementi che concorrono a creare un’atmosfera disturbante e, a tratti, ossessiva. Sono state analizzate anche le principali tecniche cinematografiche, finalizzate a far emergere il contrasto tra ciò che viene mostrato e ciò che viene solo suggerito: “dentro le mura di casa Höss la quotidianità scorre infatti apparentemente tranquilla mentre l’orrore, oltre il filo spinato, non si vede mai, ma si avverte”. 
L’obiettivo di mostrare il potenziale insito nel linguaggio cinematografico è stato pienamente raggiunto dai nostri ragazzi. 

Tuttavia, questo percorso, che nasce nel contesto dell’Educazione civica, non risponde solo ad un’esigenza culturale, ma è mosso da un’urgenza, oggi più che mai sentita, di combattere l’indifferenza, la desensibilizzazione di fronte al male e alle tragedie del mondo. Affinché si opti per una scelta di vita etica e responsabile occorre imparare a “guardare”, anziché limitarsi a vedere, predisporsi ad “ascoltare” e non solo a sentire. 
Per questo abbiamo scelto La zona d’interesse, perché questo film, privo totalmente di pause emotive, impone allo spettatore di essere “attento osservatore e ascoltatore” per essere veramente compreso, costringe a dialogare con la propria coscienza.
Insomma, un compito non facile e a dir poco sfidante per i nostri studenti che hanno saputo però stupirci non solo per la qualità e l’originalità degli approfondimenti, ma anche per le competenze organizzative, comunicative e di gestione del dialogo utilizzate durante il dibattito finale, teso a stimolare la riflessione critica tra i partecipanti. 
Un ringraziamento particolare va alla professoressa Francesca Boschetti, la nostra esperta di cinema, che è stata essenziale per la realizzazione di questo progetto, ma anche agli studenti e alle docenti presenti alla proiezione che, con i loro interventi, hanno dato avvio a un prezioso confronto, contribuendo a rendere ancor più significativa questa esperienza.

 Prof.ssa Debora Bossone

Critici cinematografici per un giorno
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